La nascita della tecnologia del cloud computing ha rappresentano una vera e propria rivoluzione informatica, sicuramente la più significativa degli ultimi anni. Se infatti fino a poco tempo fa programmi, software e dati di ogni genere potevano essere memorizzati solo su un singolo PC, ed essere quindi accessibili solo e soltanto da quel dispositivo, adesso, utilizzando la “nuvola informatica” è possibile trasferirli su internet per potervi poi accedere in qualsiasi momento e da qualsiasi sistema, anche mobile. Tutto ciò, oltre a rappresentare un evidente snellimento dei processi, si traduce anche in un notevole risparmio per le imprese che, grazie ad un abbassamento degli investimenti legati alle infrastrutture IT aziendali, riescono a tagliare i costi del 10% circa.
L’Unione Europea ha compreso perfettamente quello che è il potenziale economico delle tecnologie cloud, ed intende introdurre, nell’ambito dell’Agenda Digitale, una serie di norme per incentivare l’interoperabilità, la sicurezza, la portabilità dei dati e la reversibilità. Attese per il 2013, le nuove misure toccheranno alcuni punti cruciali, andando ad uniformare gli standard esistenti, intervenire sui contratti per renderli più chiari e sicuri ed avviare una collaborazione per introdurre il cloud computing nella pubblica amministrazione. L’obiettivo è di arrivare a sviluppare una certificazione riconosciuta a livello europeo per premiare i migliori fornitori di servizi cloud ed incentivare la concorrenza. Secondo le stime recentemente presentate dal vicepresidente della Commissione europea e responsabile per l'Agenda Digitale Neelie Kroes, la creazione di 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro in Europa entro il 2020 ed un aumento del PIL di 160 miliardi di euro l’anno, saranno tra i primi benefici delle misure. La nuvola, però, oltre a crescere, dovrà anche diventare green. I data center per i servizi di cloud computing possono infatti arrivare a consumare un quantità di elettricità incredibilmente alta, paragonabile a quella di 40mila abitazioni. Il progetto Eurocloud, finanziato dal VII Programma Quadro con 3,3 milioni di euro per 3 anni - su un totale di spesa stimato in 5,4 milioni - punta a ridurre questi consumi energetici, attraverso uno speciale microchip 3D, attualmente in fase di progettazione. Una soluzione innovativa che consentirà di ridurre il fabbisogno energetico del 90% rispetto ai server tradizionali. Secondo i ricercatori impegnati nel progetto - provenienti da Gran Bretagna, Belgio, Svizzera, Finlandia e Cipro - grazie a questi chip, sia l'installazione dei server, che il consumo energetico, costerebbero 10 volte meno del sistema attuale. Numeri che renderebbero l'investimento nei servizi cloud molto più conveniente per tutte le PMI e grandi imprese europee.
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